Lavoro come illustratrice dal 1980. Ho illustrato soprattutto libri per bambini e ragazzi. (bibliografia completa)
Ho studiato disegno al Liceo Artistico di Brera, visual design alla Scuola Politecnica del Design di Milano, arteterapia al Centro Artiterapie di Lecco e al Centro di Arti Visive e Arteterapia Metàfora di Barcellona. Ho insegnato illustrazione e progettazione editoriale all’Istituto Europeo di Design di Milano e al MiMaster Illustrazione Editoriale. Docente di Tecniche miste al corso di illustrazione della Scuola internazionale di Comics a Milano. Ho tenuto laboratori e corsi di formazione con bambini e adulti nelle scuole, nelle biblioteche e all’interno dei festival. Tra gli altri, il Premio della Rivista Andersen XVI edizione nella categoria migliore illustratore. Ospite d’onore alla XXXIII mostra Internazionale di Illustrazione a Sarmede.
Mi è sempre piaciuto molto disegnare. Da bambina ero silenziosa ma osservavo molto, fantasticavo, leggevo e scarabocchiavo dappertutto. Alle elementari venne una unica volta una maestra di pittura che ci fece usare le tempere: fu per me una scoperta e una gioia enorme. Leggevo il Corriere dei Piccoli, che era illustrato da bravissimi illustratori e li ammiravo tutti… Grazia Nidasio, Hugo Pratt, Gioia, Aldo di Gennaro, Iris de Paoli… cercavo di carpire i loro segreti (ma non ci sono mai riuscita! ognuno di loro aveva un suo qualcosa di prezioso e inimitabile)
Dopo il Liceo Artistico ho seguito il corso di Visual Design della Scuola Politecnica del Design di Nino Di Salvatore, dove tra gli altri insegnanti ho avuto Bruno Munari, Narciso Silvestrini e Pino Tovaglia.
Un ringraziamento speciale a Munari per avermi insegnato che l’arte può essere un mestiere, che la curiosità e la sperimentazione sono uno strumento, che si devono guardare tutte le cose da un altro punto di vista, che semplificare è difficile mentre complicare è facile. E a Silvestrini, per avermi insegnato la grammatica segreta dei colori. E che quando nessuno li guarda i colori non esistono.
Ho studiato, provato, copiato, sperimentato tanto, in continuazione, a scuola e dopo, senza mai smettere. Ancora adesso appena posso mi metto a provare, ricercare, studiare, pasticciare.
Fare e illustrare libri era un sogno, ma farlo diventare un mestiere vero non è stato facile. Ai tempi non c’erano scuole o corsi di formazione. Erano tempi per certi versi più facili di ora ma non facili. Piano piano, anche se ero una ragazzina, passando per mille a volte noiosissimi lavori, ho cominciato a fare illustrazioni per riviste, quotidiani e agenzie di pubblicità. Ho avuto la fortuna di poter imparare a lavorare lavorando, e alla fine effettivamente l’illustrazione è diventata il mio mestiere. Il primo libro che ho progettato e illustrato è stato un pop-up uscito per la Coccinella nel 1983. Il secondo libro, Ti faccio Bau! Sempre della Coccinella, nel 1985 ha vinto il premio Andersen per la fascia di età 0-6.
Da allora ho illustrato moltissimi libri. Leggendo il testo le immagini si formano in qualche luogo non localizzabile, immenso e intangibile, nei meandri della mente, forse nella zona del cervello dove nascono i sogni. Portarle su carta è una operazione che coinvolge l’immaginario, il pensiero, lo sguardo e il gesto, gli strumenti per disegnare, tutta la storia dell’arte e il vocabolario visivo che abbiamo assimilato, la nostra abilità e i nostri limiti per realizzare una immagine il più vicina a quella che abbiamo intuito. E, tocca arrendersi, l’illustrazione finita non è mai come l’avevamo immaginata… Ogni libro nuovo è un’avventura diversa. E’ bellissimo entrare nel testo con l’intenzione di tradurre le parole in immagini, pagina dopo pagina, raccontando con le figure e costruendo un immaginario da offrire ai piccoli, con la speranza di riuscire toccarli in qualche modo. Come dice Paul Klee, l’arte rende visibile l’invisibile. Un’immagine si coglie in una frazione di secondo e arriva direttamente al cuore attraverso l’intuizione. Può essere letta da chi non può leggere le parole. Racconta storie, trasportandoci altrove, sollecitando, dopo il primo impatto emotivo, l’osservazione. Pone domande, attiva il pensiero alla ricerca dei significati possibili. È un linguaggio non verbale che attiva una comprensione del mondo diversa da quella razionale.
Le esigenze e le condizioni del mondo del lavoro erano all’inizio del mio percorso molto diverse da ora, e sono cambiate tanto e spesso nel corso degli anni. In particolare l’affermazione del web e la comparsa dei computer hanno cambiato molto velocemente tutti i processi di lavoro. Le diverse crisi che abbiamo attraversato si sono sentite molto. Anche l’editoria per ragazzi è cambiata negli anni, è maturata e ha conquistato una maggiore attenzione e qualità. È stato interessante vivere questi cambiamenti e cercare di capire come attraversarli adattandosi, esplorando e modificando strumenti e percorsi mentali senza perdere troppo la propria identità.
Intorno agli anni ’90 ho cominciato ad essere invitata in quanto illustratrice e autrice di libri per l’infanzia a tenere laboratori con i bambini nelle scuole, nelle biblioteche e nei festival. Questo incontro con l’energia pura e viva dei ragazzi mi ha elettrizzato. Nei primi anni 2000 ho sentito l’esigenza di approfondire e sistematizzare le mie intuizioni su quello che succede quando si propone un lavoro artistico ad un gruppo di persone. Volevo capire meglio come affrontare ed elaborare l’immensa energia che vedevo esplodere nelle classi durante le attività che proponevo. Per questo ho seguito per tre anni il corso di formazione in arteterapia al Centro Artiterapie di Lecco, incontrando un bellissimo gruppo di compagni e insegnanti. I laboratori sono diventati per me un momento entusiasmante e un’occasione per staccare ogni tanto dal lavoro solitario e silenzioso dell’illustrazione.
Ora lavoro quasi esclusivamente in editoria e illustro libri per ragazzi. Adoro questo mestiere, nonostante tutte le difficoltà (che non sono poche). Tengo anche ogni tanto laboratori con bambini, adulti e pazienti psichiatrici.
P.S. Artisti che amo moltissimo: Paul Klee, Alexander Calder, Bill Viola, William Kentridge
L’exColorificio è lo studio dove lavoro tutti i giorni e anche quando si apre a workshop o laboratori mantiene la sua fisionomia: è uno spazio molto vissuto, luminoso e accogliente, ma può essere disordinato, pieno di libri, carte, colori e strumenti.
Formazione con gli adulti: lavorare insieme, confrontarsi, scambiare esperienze e competenze.
Laboratori con i bambini: un’occasione per stare insieme e fare cose insieme, nello spazio di lavoro di un’illustratrice carico di suggestioni e pieno di libri.
Incontri: qui succede di incontrarsi, e da cosa nasce cosa.
English Bio
I live in Milan where I work as a freelance illustrator and children’s books author.
I studied Visual Design at the Polythecnic School of Design in Milan where I met Bruno Munari and other famous graphic designers. I started working as free-lence illustrator in 1980. My first picture book, a pop-up, Five little mice, was published in 1983 in Italy by La Coccinella and in Great Britain by Methuen. Since then I have worked with most of the prominent italian publishers, illustrating texts and book jackets and creating my own books.

I have been illustration teacher at the European Design Institute, at the MiMaster Editorial Illustration Master in Milan and at the Illustration Master – Impronte di Visioni – International Comics School in Florence and Milano. 2006-2009 board of Italian Association of Illustrators. President of the Jury of the 2011 Italian Illustration Annual, which dedicated to me a monograph in the Illustrious-authors chapter. I have studied Art Therapy and I have worked in my Atelier with psychiatric patients.
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